Matematica e Musica
Matematica e Musica
Pitagora
Il matematico Pitagora si sentì attratto dallo studio dell’armonia musicale perché essa racchiude rapporti numerici riscontrabili anche altrove nell’Universo. Pitagora costruì il monocordo che era formato da una singola corda tesa su una cassa di risonanza, con un ponticello mobile per variare la lunghezza vibrante. Egli osservò che accorciando la corda secondo rapporti numerici semplici, si ottenevano suoni armonici. Esiste quindi un legame tra matematica e musica.
La chitarra funziona vibrando corde di lunghezza, tensione e massa diverse per produrre note, seguendo gli stessi principi studiati da Pitagora.
Arnold Schönberg
Arnold Schönberg cita Pitagora nel suo Manuale di Armonia per sottolineare il legame intrinseco tra musica e matematica, concetto fondamentale per la teoria delle dissonanze. L’autore riprende l’idea pitagorica che la musica sia un sistema basato su proporzioni numeriche, dove la bellezza dell’armonia deriva dalla perfezione dei rapporti tra gli intervalli, come la quinta ( 3:2 ) e la quarta (4:3). Schönberg fa riferimento alla filosofia pitagorica che considera la musica non solo come un’arte, ma anche come una scienza governata da principi matematici; egli ritiene, inoltre, che questa relazione tra musica e numeri sia il fondamento dell’armonia stessa, un principio che viene poi esteso e applicato anche a intervalli più complessi e dissonanti, che sono alla base della sua teoria musicale.
Brian May – Matematica e Rock
La reazione del pubblico durante i concerti era fantastica e spinse Brian May, chitarrista dei Queen, a creare qualcosa che potesse coinvolgere il pubblico rendendolo parte integrante dello spettacolo. Fu così che nacque il brano “We Will Rock You” caratterizzato dal celebre e potente “stomp-stomp-clap” (piede-piede-battito di mani).
Il problema di May era, però, quello di evitare il più possibile le numerose armoniche (ed eventuali dissonanze) che si sarebbero sovrapposte utilizzando ritardi di tempo che fossero multipli di altri. May, essendo laureato in astrofisica, disponeva di un solido background di studi in matematica e fisica e pensò di utilizzare ritardi che fossero primi tra loro, ossia privi di divisori comuni. Per esempio 15 e 28 non hanno divisori comuni, il primo è divisibile per 3 e per 5 mentre il secondo lo è per 2 e per 7. L’idea fu poi trasferita in sala di registrazione (il Wessex Studio di Londra) battendo i piedi su una pedana che era utilizzata per sollevare la batteria dei Sex Pistols, impegnati nello stesso momento con la registrazione del loro album “Never Mind the Bollocks”.